La scintilla
29 luglio 2010
Sto qui, a letto. Non riesco a prendere sonno, fa un caldo insopportabile e il condizionatore è semplicemente rotto, probabilmente è anche in attesa di qualcuno che lo ripari e quel qualcuno non sono di certo io. L’unica volta che mi sono messo a riparare qualcosa ho incendiato la casa.
Mia madre a quei tempi se la prese più per il gatto carbonizzato che per la casa in sé. Ho sempre trovato quella donna un po…strana. Ma forse non dovrei dirlo io, visto che sono quello a cui piace fare a pezzi le persone, letteralmente.
Ore 2:00. Bisogna fare qualcosa. Scendo dal letto, scendo le scale e apro la porta del garage. Prendo la borsa con i miei attrezzi e li guardo. Splendidi, lucidi, puliti. Sembra che non siano mai stati usati. Che sciocchezza. E poi, non hai ancora visto il mio congelatore.
Può contenere fino a 3 persone alla volta. No, tranquillo, non esagero mai così tanto, mi accontento di una sola creatura, quando tutto va bene. Il congelatore fa parte del rito.
Dopo la prima pugnalata al cuore (molto teatrale, lo so), le congelo, per poi tagliarle per bene dopo. Lo farei anche sul momento, però il sangue schizzerebbe ovunque e mi rovinerebbe tutto il divertimento.
Poi, insomma, i sacchetti di plastica si potrebbero bucare e lasciare di conseguenza prove della mia colpevolezza (anche se, come ti ripeto sempre, io faccio un favore a tutte le persone che vengono da me. Però molte volte tocca a me andare da loro, sono così bisognose.).
Ricordo ancora la mia prima vittima. Si chiamava Sara, una donna di mezza età che viveva a due isolati da me. Ho commesso molti errori, col lei. Ma stavo ancora sperimentando e, concedimelo, ogni volta che si fa una cosa nuova ci si deve “prendere la mano” , con il tempo.
Solo con questo fattore si diventa dei maestri in quello che si fa. Me lo ha insegnato… non ricordo chi, si vede che non era nessuno di così importante oppure è morto, chissà.
Eccola, la sento, la stanchezza. Finalmente è arrivata. E un leggero vento fresco mi scompiglia i capelli. Forse ora posso dormire.
Ho già detto che odio il caldo?
#storie



La scintilla…
Sto qui, a letto. Non riesco a prendere sonno, fa un caldo insopportabile e il condizionatore è semplicemente rotto, probabilmente è anche in attesa di qualcuno che lo ripari e quel qualcuno non son……